Il Compianto

(Site Specific)

 

Il Compianto

Il Compianto. Installazione site specific. Galleria Oltredimore, Bologna

Che la favola di Biancaneve sia una delle più conosciute è un dato di fatto. Che la favola di Biancaneve rappresenti l’unione perfetta tra la morte, l’infanzia e il collezionismo, è un dato già più oscuro. La nostra opera “Il Compianto” indaga proprio questo aspetto, riprendendo caratteristiche dimenticate della favola del 1812 dei Fratelli Grimm.

Biancaneve, dopo la sua morte, viene deposta in una bara di cristallo al centro di una radura nel bosco, in modo che tutti possano vederla. Viene creato quindi un monumento (con ovvi rimandi ai reliquiari religiosi) che ha tutte le caratteristiche di una teca museale, un luogo di conservazione e osservazione per i passanti. Tra questi si palesa un Principe, Il Principe, che innamorandosi perdutamente di quel corpo “morto” cerca di comprare a qualsiasi prezzo la bara e il suo contenuto dai 7 piccoli nani, i quali impietositi cedono e autorizzano al trasporto della bara – teca al castello. Come finisce la storia lo sanno tutti, ma è interessante come il “monumento” diventa un qualcosa di cui il principe non ne può fare a meno. Lo deve possedere perché contiene la ragazza più bella che abbia mai visto, non importa se morta, l’importante è averla. Questa maniacalità verso qualcosa, l’essere disposti a pagare qualsiasi cosa per possedere la rarità sono caratteristiche tipiche del mondo del collezionismo. Il Principe quindi colleziona bare con Biancaneve e noi abbiamo raccolto decine di testimonianze.

Il progetto viene presentato la prima volta nel 2011 all’interno della mostra “Non tutto è in vendita”, a cura di Raffaele Gavarro in quella che diventerà da li a poco la sede della galleria OltreDimore. Al momento dell’installazione lo spazio non era ancora stato restaurato e aveva ancora le caratteristiche di uno showroom di mobili. La nostra installazione è stata pensata per lo spazio una volta dedicato a “mostrare” le camerette per bambini mantenendo la carta da parati originale degli anni ’70.

Nel 2013 nasce il libro d’artista “Il Compianto” edito in 10 copie nel quale viene raccontata una favola di Biancaneve nella quale, come un nastro inceppato, l’unico passo della favola che viene narrato è quello della veglia di Biancaneve. Una storia che potrebbe non terminare mai, una storia con mille sfumature ma per sempre immobile. Il libro d’artista è accompagnato da due testi di Fabrizio Lollini ed Elena Pirazzoli, ripresentati poi all’interno della rivista Engramma n°108 dal titolo “Sleeping Beauty. Biancaneve, la Bella addormentata e le altre”.

Nello stesso anno viene riproposta l’installazione all’interno della doppia personale Unheimlich, presso Novella Guerra, a cura di Annalisa Cattani (Darth). La mostra si sviluppava all’interno dell’abitazione privata della curatrice, sede di residenze, mostre e resistenza culturale. L’installazione è stata qui collocata all’interno della cameretta della figlia della curatrice stessa, creando una situazione di angosciante ripetizione e di collezionismo compulsivo lasciando il dubbio che fosse vera opera di una bambina di 5 anni.

 

 

“Il Compianto”, Adiacenze, Bologna – 26 Maggio 2016





“Il Compianto”, esposto per la prima volta nel 2011 presso la galleria OltreDimore a Bologna, viene riproposto nel 2013 presso Novella Guerra a Imola e nel 2016, ad Adiacenze, prosegue il suo percorso espositivo arricchito di nuovi materiali e suggestioni.

Voci femminili che come un mantra ripetono sempre lo stesso passo della storia di Biancaneve, ci accompagnano in un brusio iniziale che si fa via via sempre più nitido e vivo, attraverso gli spazi di Adiacenze, spazi rivestiti di un ricordo unico visto in modi differenti.
Pagine di diverse versioni della favola del 1812 dei Fratelli Grimm rappresentanti sempre lo stesso momento, sono allestite in una ripetizione che racconta una storia fatta di collezionismo, di musealizzazione e di maniacalità e desiderio di possessione di qualcosa. Infatti, tutte le pagine rappresentano il momento in cui Biancaneve viene deposta nella bara di cristallo che diviene appunto come una teca museale rimirata e compianta dai nani, come se fosse un monumento, un luogo di osservazione e conservazione prima che il Principe, preso dal suo desiderio di possessione, la porti con sé nel castello.
Si arriva così all’installazione de “Il Giardino delle Vergini Immacolate” già presentata a Marostica nel 2015 nella collettiva “20 in Tempesta” a cura di Silvia Petronici.
Rese monumento del collezionismo e della contrapposizione semantica, statue di Biancaneve e Madonne vengono accostate e posizionate su di un “giardino fiorito” di plastica. Attraverso un intervento pittorico omogeneo, rosso per le Biancaneve e blu per le Madonne, le differenze semantiche da loro portate diventano quasi omogenee nell’allontanamento del significato originario, che pur rimane in metà delle statue, verso una metà astratta.